Terziere di Borgo

tbIl nome stesso ne indica l’origine. Furono gli esuli di Massa Veternensis ed i villici della plebe contadina che, alla fine del secolo X od all’inizio del XI, trovarono dimora ai piedi dei dirupi di Monteregio.

Nel tempo, pur mantenendo il lavoro nei campi, con l’alleviarsi del peso del feudo, la loro opera si volse verso le arti ed i mestieri.

Si aprirono botteghe di artigiani e mestieranti, mentre le antiche casupole si trasformarono in case e turriti palazzi dei quali, ancora oggi, rimangono le vestigia.

Come esprime il suo motto “Virtute Ignea Certabimus”, Borgo difese con ardente valore le sorti della Città e quando questa si ribellò a Siena per recuperare la perduta libertà, fu l’ultimo a resistere, tanto da essere dato a fuoco e fiamme dai senesi.

Nel Terziere di Borgo ebbe dimora la nobile famiglia dei Bandini, dalla quale discese quel Sallustio ispiratore del risanamento e della bonifica della Maremma.

Borgo si snoda attraverso via San Francesco e via Norma Parenti ed in epoca medievale era l’unica arteria di collegamento verso Siena.

Chiesa di San Rocco – Sede del Terziere
L’edificio, sicuramente in costruzione nel 1487, è già citato con l’intitolazione a San Rocco in una relazione di viaggio del 1687. La chiesa, abbandonata per secoli ed utilizzata come stalla, è stata recuperata e restaurata nel 1970. Nella semplice facciata a capanna spicca nell’oculo il simbolo del Terziere. All’interno della chiesa, tra le bandiere dai colori giallo-azzurri, sono appesi alle pareti i drappelloni dipinti, premio per la vittoria nei Balestri del Girifalco.

Chiesa di San Francesco
Originariamente molto grande ed eretta nel XIII secolo per i “Minori Conventuali” con ablazione delle più nobili famiglie massetane che ivi hanno la loro sepoltura, questa chiesa ha la forma di mezzo ottagono con grandi finestre oblunghe, ricche di decorazioni architettoniche e divise in antico da colonne sormontate da archetti traforati. Il campanile a vela contiene una campana fusa nel 1338 con l’immagine di San Francesco che riceve le stimmate. La facciata è in parte moderna, l’altare maggiore in travertino venne eseguito su disegno dell’architetto Luigi del Moro. Una epigrafe sepolcrale in marmo, murata nella prima cappella a sinistra, ricorda che nella chiesa fu sepolto Bindocchio figlio di Nello Pannocchieschi conte della Pietra e di Margherita Aldobrandeschi da Santa Fiora. Il cenno storico ha rapporto alla nota “Leggenda della Pia”, ricordata da Dante nel VI canto del Purgatorio. In anni recenti la chiesa di San Francesco ha avuto importanti lavori di restauro strutturale. La chiesa è annessa ad un convento e la tradizione la vuole fondata da San Francesco nel 1220.

Palazzina della Zecca – Sede della Società dei Terzieri Massetani
Nel periodo più florido della sua economia e dei sui commerci, per la Repubblica Massetana si rese necessario battere moneta propria e ciò avvenne l’11 aprile del 1317 nel Palazzo Pubblico sotto i rogiti di Ser Meo di Chele Rafanelli. Per il Comune, Nuccio di Bonaventura stabilì con il Benzi di Firenze un patto di lavoro per sbozzare monete, obbligandosi il fiorentino a fornir la zecca di ferri e arnesi necessari, con salario per un tatto per libbra di argento. Fu infine convenuto che se i Massetani o altri, proprietari di miniere, avessero voluto coniar monete, avrebbero dovuto ricorrere a detta Zecca e dividere il guadagno tra il Benzi ed il Comune. La prima moneta è il “Grosso” dal peso di 29 grani: ha nel diritto una croce, con attorno la scritta DE MASSA e nel rovescio la figura di S. Cerbone e la iscrizione Sanctus Cerbonus Petronus. La palazzina è caratterizzata dalle due arcate ogivali al terreno, sovrastate da due avanzi di bifore in travertino con inserito, nell’arco, il giglio fiorentino. Caduta la Repubblica, l’edificio passò ai Conti della Sassetta della famiglia Gherardesca, dai quali, nel 1401, il Vescovo Nicolò Beruto l’acquistò per ampliare l’episcopio situato nella Palazzina dei Conti di Biserno. La Palazzina attualmente ospita la sede della Società dei Terzieri Massetani.

Antica Falegnameria
L’Antica Falegnameria è ubicato in vicolo Massaini. Vicolo Massaini, insieme all’adiacente vicolo Porte, rappresentano l’anima artigiana del centro storico e l’Antica Falegnameria si inserisce perfettamente in questo contesto dando una testimonianza perfetta di antichi modi di vita.

Casa Fedi
Al numero 72 di via Norma Parenti, l’edificio (ora abitazione privata) risale al XIV secolo e conserva in parte la tipica struttura di casa-torre, benché sia stato molto rimaneggiato in tempi moderni con l’aggiunta di una sopraelevazione. Nella facciata a conci di pietre, sono presenti due bifore di derivazione senese ed al piano terra due portali a sesto acuto.

Casa Billi
Al numero 58-60 di via Norma Parenti e risalente alla metà del XIII secolo. Ora abitazione privata al pari di casa Fedi, è da considerarsi anch’essa ciò che rimane di un’antica casa-torre. Al piano terreno conserva tre arconi a tutto sesto, attualmente tamponati con archivolto in pietra squadrata.